domenica , 29 luglio 2018
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Spumanti italiani Metodo Classico

Spumanti italiani Metodo Classico

 

 

Il commento di Leone

E’ una serata molto particolare segnata da una apparente grossa anomalia: Il vino vincitore è quello che costa pochissimo e viene venduto in un ambiente affatto qualificato come gli hard discount della Lidl. Il costo a bottiglia è di 7,40 euro che, per un Metodo Classico è veramente poco. Gli altri concorrenti vanno da almeno il doppio cioè 15/20 euro fino a 50/60. Eppure una giuria di 9 persone, di cui almeno 7 hanno anni e anni di esperienza nella degustazione ne premiano la qualità.

Cosa è successo? I sette esperti e i due ospiti hanno preso una cantonata bestiale oppure veramente il prodotto della Lidle è ammirevole per quanto riguarda il rapporto qualità/prezzo?

Occorre ricordare che un Fanciacorta Docg, per quanto possa sacrificare la qualità nei confronti della convenienza, non può scendere sotto una soglia minima, in quanto i costi di produzione sono sicuramente molto alti in confronto a spumantini economici, dovendo fare almeno due anni di permanenza sui lieviti esuperare i termini minimi piuttosto elevati che il disciplinare impone.

Per poter dare una risposta obbiettiva a questa domanda ho stappato a casa una seconda bottiglia di questo strano Franciacorta.

Sono le 11 del mattino, ho fatto una leggera colazione 3 ore fa. Sono nella migliore condizione per poter degustare e giudicare obbiettivamente.

Veniamo subito al sodo: la mia degustazione solitaria conferma la qualità del prodotto Lidl!

I termini della degustazione variano un po’ per quanto riguarda le sensazioni olfattive, cosa che si potrebbe attribuire a condizioni degustative diverse insieme al fatto che, trattandosi di un vino rifermentato in singola bottiglia, può essere leggermente diverso tra un lotto e un altro, ma anche proprio tra bottiglia e bottiglia. In ogni caso, i punti più importanti per la valutazione come colore, limpidezza, intensità olfattiva, complessità eccetera sono assolutamente positivi. A voler fare l’avvocato del diavolo si potrebbe notare che la persistenza del perlage non è troppo lunga, ma questo è un limite anche di prodotti ben più rinomati e costosi.

Quindi, non ci resta che ringraziare la Lidl che, poco tempo fa aveva già tentato la proposta di grandi vini francesi di Bordeaux e di Borgogna a prezzi veramente ottimi.

La serata è stata resa anche più interessante e complessa dall’apporto di due graditissimi ospiti, Federico Sica e Lorenzo Capra, il primo noto ristoratore e gestore della Locanda del Panigaccio, il secondo appassionato cultore del mondo del vino e della degustazione appena arrivato alla soglia del terzo corso Ais.

Ultimo appunto è che sono felice di aver dato in degustazione cieca il mio massimo punteggio all’Erbaluce di Caluso  Metodo Classico Cuveè Tradizione, per me il vero vincitore della serata, che, in base anche agli altri giudizi è arrivato, comunque, terzo.

 

La classifica

1° Franciacorta Docg Borgo Regio

Bollicine perfette e persistenti. Paglierino con riflessi dorati e sfumature verdoline. Profumo di biscotto e pane speziato. Semi di finocchio selvatico. Arancio e agrumi vari. Ancora sentori di fiori di zagara. Bocca croccante, voluminosa, ma, soprattutto, molto piacevole. Lunga persistenza.

 

2° Franciacorta Docg Bagnadore Pas Dosè Riserva 2008 Barone Pizzini

Bollicine fini, numerose e persistenti. Colore intenso, verso un dorato che dichiara un po’ di anni trascorsi dalla vendemmia. Il naso sa di melone, agrumi e pere, poi i classici sentori di lievito di un metodo classico longevo nella sua lunga maturazione sulle pupitre. In bocca la struttura si presenta piuttosto snella, fresca e sapida dove la sapidità arriva a piacevoli sensazioni gessose. Finale di media lunghezza.

 

3° Erbaluce di Caluso Spumante Docg  Cuveè Tradizione 2010

Bolle perfette. Paglierino intenso quasi dorato, naso elegante di pan brioches, poi canditi e. quindi, panettone. Profumo dominante quello di agrumi dai freschi fino ai canditi. Il finale è di croccante che si mangia alle fiere di paese e frutta secca non tostata. La bocca è ampia con grande equilibrio fra la ricca trama alcolica e una stupenda freschezza. Ottima sapidità. Lunga persistenza. NB.: per me il vino più buono della serata, ma la media dei giudizi lo mantengono ad un, comunque, dignitoso terzo posto.

 

4° Franciacorta Docg Brut 1701 annata 2009

Bollicine nei parametri giusti. Paglierino con riflessi verdolini. La sensazione olfattiva è molto dolce con profumi di fiori di sambuco, ma anche di torrone e dolci natalizi, per finire con profumi di frutta tra i quali dominano la pesca e l’albicocca. Da notare tocchi di rabarbaro e  In bocca la sensazione è molto croccante e di grande freschezza. Ritornano i profumi dolci del naso e poi, una buona lunghezza.

 

5° Erbaluce di Caluso Spumante Doc cuveè Tradizione Gran Riserva 2007

Le bollicine sono poche e solo abbastanza persistenti. Il colore, di media fittezza, è paglierino con riflessi dorati. Il naso ha il dolce richiamo del pane appena sfornato. Poi frutta: pere ed agrumi. Quindi sensazioni evolute di rosa bianca e cipria. La bocca è consona anche se la freschezza è piuttosto contenuta.

 

 

6° Franciacorta Saten Soul Docg 2007 Contadi Castaldi

Bollicine molto belle e numerose. Buona la consistenza. Paglierino con giovanili riflessi verdolini. Al naso fresco profumo d acacia, poi felce e melone invernale. Ancora verbena, nocciole tostate e rum sfumato in padella. Chiude un classico odore di lieviti. In bocca è ancora meglio che al naso, molto sapido e ben equilibrato.

 

7° Alta Langa Docg Pas Doseè Cocchi 2008

Paglierino con sfumature verdoline di buona fittezza cromatica. Bollicine nella norma. Al naso profumo intenso ed elegante che ricorda lo zucchero filato, fiori di acacia e un afflato balsamico di eucalipto. Strani ricordi di resina di abete e torta margherita. In bocca è molto vivo. La struttura alcolica è buona e ben equilibrata da una bella freschezza.

 

8° Franciacorta Docg San Cristoforo 2010

Giallo dorato con sfumature paglierine. Buona fittezza cromatica. Poche bolle. Un po’ di solforosa, poi profumo elegante di banana, ananas, canditi e lieviti. Gelsomino, legno di cedro, agrumi. La bocca è più croccante di quanto si possa pensare dal visivo. Leggermente tannico.

 

9° Alta Langa Docg Pas Doseè Cocchi 2008

Belle e numerose le bollicine, colore paglierino con sfumature verdoline. Il profumo è di verbena, confetto, kiwi e banana. Poi una nota lattica e ricordo di prodotti di cosmesi. In bocca grande sapidità che sfiora la sensazione di gesso. Finale leggermente amaro.

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