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Pinot nero da tutto il mondo sotto i 25 euro a scaffale

Pinot nero da tutto il mondo sotto i 25 euro a scaffale

 

 

Classifica

 

1° Pinot Nero Bressan 2003 Igt Friuli Venezia Giulia

Cromaticamente molto fitto, tanto da far pensare che non sia tutto pinot nero, granato molto giovanile. Naso molto intenso a carattere ciccolatoso. Mora, mirtillo e liquirizia. Si fa notare la forza del profumo che ricorda quasi la potenza di un profumo femminile da toilette. Ancora vaniglia, ribes e una punta di vegetale dolce. In bocca gran forza dei tannini peraltro perfettamente ammorbiditi.

 

2° Main divide Waipara Valley New Zeland

Granato con riflessi aranciati, fittezza cromatica superiore alla media del vitigno.

All’inizio leggermente etereo, poi profumo di bacche di rosa canina e muschio. Liquirizia, legno di sandalo, pepe nero, vaniglia e chiodi di garofano. Un tocco di balsamico e miele di rododendro. Bocca affascinante, fresca, sensazione di tannini smussati. Grande trama alcolica. Lunga persistenza.

 

3° Alto Adige Doc Franz Haas 2011

Colore giustamente scarico. Profumo intenso dolce di bacche di sambuco. Un ricordo minerale, poi erbe da cucina essiccate. Pepe, tabacco e cioccolato e sul finale la dolcezza olfattiva della lavanda. In bocca grande sapidità, grassezza, saporito. Finale elegante e molto persistente.

 

4° Alto Adige doc Anrar riserva 2009. Cantine di Andrian.

Granato non troppo scarico. Naso molto intenso di bacche, humus, liquirizia, cacao amaro e nocciola tostata. Sul finale vaniglia e cuoio. Bocca un po’ grassa ed eterea. Grande freschezza. Tannini perfettamente armonizzati. Buona persistenza.

 

5°  Vallagarina  Igt  Vallarom 2007.

Granato scarico con unghia aranciata. Profumo intenso, elegante, di fico secco e confettura di prugne. Spezie a profusione con pepe nero, chiodo di garofano e vaniglia. Bocca molto saporita con tannini importanti, ma ben ammorbiditi dal legno. Entra delicato e si allarga prepotente, ma rimane sempre molto piacevole ed armonico. Ad una seconda olfazione si liberano liquirizia, sottobosco e rosa/geranio.

 

6°Valle d’Aosta doc Anselmet 2012.

Granato di tipica rarefazione.  Naso elegante con floreale di rosa in primo piano. Poi vsniglia, cioccolato e la freschezza balsamica dell’eucalipto. Bocca austera e persistente con tannini imponenti, ma resi morbidi dall’elevazione.

 

7° Domaine Tallot Beaut 2007.  Chorey les Beaune.

E’ l’unico in cui si sente la tipicità della “merde de poule” . Colore scarico granato con unghia aranciata. Naso complesso, molto aggraziato con confettura di ciliegie, liquirizia, caffè e cioccolato. Un tocco di vaniglia. Bocca un po’ meno buona: tannini ruvidi e acidità leggermente in eccesso. Volume contenuto.

 

Sintesi e Considerazioni riguardati la serata

 Finita l’avventura del Cabernet Sauvignon iniziamo quella del Pinot Nero: un vero e proprio cambio di mondo! Da una parte luce, gioia, potenza, dall’altra chiaroscuri, sottovoce, eleganza.

Entrambi i vitigni sono coltivati in tutto il mondo, entrambi si arrogano la fama dei vini più importanti e più buoni del pianeta: questione di gusti: se ti piace la fanfara bevi un cabernet, se ami la sordina potresti prenderti una cotta per il Pinot Nero.

La prima delle quattro serate dedicate al vitigno borgognone riguarda campioni da tutto il mondo, ma che si possano comperare al massimo con 25 euro sullo scaffale dell’enoteca.

Finita la degustazione siamo tutti d’accordo nell’affermare che la qualità dei prodotti è molto elevata in confronto al loro costo limitato: possiamo dire in generale che tutti i campioni hanno un ottimo rapporto qualità prezzo.

I colori, i profumi, le complessità gusto-olfattive sono quelle che ci aspettavamo: rose, bacche, piccoli frutti, tabacco, humus, sottobosco. Un vino complesso, elegante, raffinato che ha bisogno della dovuta attenzione.

Due considerazioni : a mio personale giudizio il vincitore è forse il meno pinot nero di tutti, grasso e facile quasi come un cabernet, siamo noi che dobbiamo aggiustare il tiro? Abbiamo le sinapsi ancora troppo sature del vitigno bordolese?

Seconda considerazione: l’unico borgognone è arrivato ultimo, eppure i profumi erano ottimi, la morbidezza e la freschezza più che sufficienti, mancava solo un po’ di corpo: non sarà che anche noi ci siamo convertiti ai gusti forti alla Robert Parker?

Ok, non tranciamo giudizi affrettati, aspettiamo il responso delle altre degustazioni di Pinot Nero, ma, nel frattempo possiamo meditarci sopra e magari confrontare i nostri pareri. Benvenute considerazioni e dispute anche  da parte di tutti i lettori del sito.

 

2 commenti

  1. Leone ma che bella classifica! Pensa un po’… condividiamo in pieno l’apprezzamento per il Main Divide. Dopo avere degustato decine di Pinot Noir qui in Nuova Zelanda il Main Divide resta imbattibile come rapporto qualita’ / prezzo!

  2. adriano presbitero

    ma allora vieni ? Come puoi mancare ?
    Impegnati a bere di meno e vieni………
    Stringi le budella e vieni…………
    Adriano presbitero

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