sabato , 28 luglio 2018
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I Nebbioli del sud: IL Barolo

I Nebbioli del sud: IL Barolo

 

Serata molto complessa da raccontare, ricca di tante tematiche e di mille discussioni.

Primo tema: la piacevolezza dei vini.

Su questo punto siamo tutti concordi nell’affermare che è una delle più belle degustazioni fatte da Sagiasusì. A parte l’intruso Spanna la media dei giudizi è di 90,1!

In generale i Barolo sono molto maschili e potenti sia per tannini che per trama alcolica, ma potremmo definirli altrettanto femminili per quanto riguarda delicatezza dei profumi e stuzzicante dilavazione della cavità orale generata da perfetta acidità.

I tannini sono certamente gli attori principali e quelli che maggiormente influenzano la degustazione e il gradimento. Quasi tutti i campioni hanno tannini smussati ed evoluti, spesso “cioccolatosi”.

Ma l’attrice principale è sicuramente l’eleganza comune a tutti i vini, un’eleganza signorile che parla di corti regali, di re e di regine e di favorite sempre mantenute nell’ombra, senza scandalo. Perché la nobiltà sabauda è data da una grande serietà e rigore, una bellezza mai sparata sopra le righe come invece avviene spesso nella prepotenza dei cabernet o nella ruffianeria dei merlot.

Da qui si diparte un altro tema che riguarda la differenziazione degli autori in innovatori e tradizionalisti. Difficile stilare una lista esatta di ognuna delle due categorie, difficile e alquanto velleitaria: io credo che in ogni produttore ci sia un po’ dell’una e un po’ dell’altra. Certo che, alla fine, il vincitore assoluto è anche il produttore simbolo degli innovatori: Elio Altare. Se volete sviscerare tutta questa tematica conviene andare a vedere il film “Barolo Boys” su youtube. Da sottolineare che uno dei degustatori più fedeli alla tradizione ha dato il suo massimo punteggio proprio al vino di Altare per dopo mangiarsi le mani e affermare che si sarebbe ritirato da qualsiasi degustazione! Ma, attenzione, il vino di Altare era anche quello più datato: quanto ha influito sulla sua bontà  una evoluzione di 25 anni, mentre altri campioni avevano solo sei anni?

Continuo a pensare che sono molti i fattori che ci impediscono di avere sempre giudizi perfetti e, alla fine, chi se ne frega della perfezione nel giudizio: l’importante è trovarsi tra  amici, arricchire la nostra esperienza e creare l’opportunità di dialogare e di crescere non solo come degustatori, ma, soprattutto, come esseri umani.

Altro tema interessante: un po’ per scherzo, un po’ per esperimento, ho introdotto nella degustazione un estraneo anche se pur sempre un nebbiolo. Si tratta di uno Spanna di 47 anni. Quando l’ho aperto non credevo che potesse essere ancora buono, invece sin dal colore ancora vivo ed intenso si capiva che si era evoluto in un ottimo modo. Il vino è stato aperto e scaraffato nel pomeriggio e se era buono già appena aperto, dopo ore di ossigenazione era diventato particolarmente interessante. Il campione è  stato ferocemente criticato da solo un degustatore che si è tirato dietro l’appoggio critico di un altro, ma, tutti gli altri hanno dato punteggi da 86 s 93! Anzi, ben 3 degustatori hanno dato 93! Il campione è stato definito evoluto ed antico, ma sempre ben vivo e vigoroso. I profumi, ovviamente, non potevano essere i fruttati giovanili, ma quelli eleganti e fantasmatici di una terza età vissuta con grande personalità.

 

Ed ecco la Classifica:

 

 

 

 

1° Altare 89

Granato scarico con forte unghia aranciata.

Al naso fruttato di bacche di bosco, poi muschio e foglie di castagno, tabacco, caffè e leggera vaniglia.

Molto bella la bocca con tannini potenti smussati dalla bella evoluzione. Lunghissimo finale di liquirizia e cioccolato.

 

2° Ceretto 2010

Granato scarico con unghia aranciata.

Naso delicato e potente nello stesso tempo. Un po’ etereo, poi grafite, sigaro e pellame. Finisce in ciliegia sotto spirito, pepe, chiodi di garofano ed eucalipto.

Bocca grassa di grande trama alcolica. Tannini perfettamente levigati. Liquirizia sul finale.

 

3° Sarmassa 2005 Brezza

Granato fitto, piuttosto giovanile. Naso elegante con floreale di rosa e violetta. Profumi femminili all’inizio e maschili nell’evoluzione: grafite e ferro, china e legno di castagno.

Tutti i profumi esplodono in un bellissimo finale di bocca. Tannini ancora un po’ decisi. Grande freschezza e persistenza.

 

4° Bricco delle Viole 2004 Vajra

Granato carico, molto giovanile.

Profumo di liquirizia, affumicato, confettura di prugna, spezie orientali, tostatura.

Bocca grandiosa, tannini cioccolatosi, equilibrio perfetto, finale lungo.

 

5° Margheria 2004 Massolino

Granato fitto giovanile.

Profumo intenso, elegante, ma anche  molto intrigante: catrame, affumicato, confettura di prugna, cuoio e pelliccia. cioccolato, rovere.

Bocca succulenta, profumo che si espande. Tannini indomiti, grande freschezza, lunga persistenza. Forse ancora un po’ giovane.

 

6° Vigna Rionda 2005 Massolino

Granato scarico con unghia aranciata.

Al naso confettura di more e mirtilli. Elegante, delicato ed imponente. Liquirizia, chiodi di garofano e legno di cedro.

Bella bocca, grandi sapori bilanciati da una freschissima acidità e da tannini molto potenti.

 

7° Cannubi 2005 Serio e Battista Borgogno

Granato piuttosto carico con leggera unghia arancio.

Bellissimo naso con mirtillo, dattero, caramella inglese. Poi cuoio giovane, tabacco dolce, leggero balsamico e lacca.

Trama alcolica potente. Tannini domi e potenti. Finale di torrefazione e noce moscata.

 

8° Cascina Francia 2000 Giacomo Conterno.

Colore granato fittissimo, molto giovanile. Al naso rosa, noce e sottobosco. Confettura di lamponi, poi grafite e cuoio, noce e erbaceo di pitosforo.

Bocca equilibrata con grande sapidità. Finale di liquirizia, cioccolato e carruba.

 

9° Ciabot Mentin Ginestra 91 Domenico Clerico.

Granato quasi completamente aranciato.

Ciliegia e prugna sotto spirito. Confettura di lampone e tocco elegante di cipria. Rabarbaro, incenso e salsedine.

Bocca fantastica, con grande freschezza, imponente trama alcolica, grandi tannini perfettamente digeriti.

 

10° Spanna 1967 Belmastro

Un vino messo per scherzo, che pensavo fosse completamente andato, data la vetusta età. Al contrario, si è conservato benissimo e ha diviso il gruppo di degustatori fra chi lo ha punito severamente per aver trovato ossidazioni pesanti e chi lo ha esaltato come esempio di buona lunga  evoluzione di un nebbiolo.

Granato scarico con larghissima unghia aranciata.

Naso antico di rosa appassita e sottobosco. China e rabarbaro, terra bagnata, ferro e grafite.

Bocca fine, equilibrata, impreziosita dalla lunghissima evoluzione.

Un commento

  1. Bellissima relazione, come sempre, che mi ha riportato alle emozioni di quella serata.
    Il Barolo è proprio un Signor vino: “Il vino dei Re, il Re dei vini” 🙂
    Che belle le fotografie! (se riesci a condividermele su fb)… grazie.
    E poi: il tuo vino a sorpresa è stato proprio un bel regalo che ha sorpreso tutti in piacevolezza e freschezza. Grazie!!!

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