domenica , 29 luglio 2018
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Merlot italiani

Merlot italiani

 

Commento di Leone

Merlot! …e viene subito da pensare alla Francia, a Bordeaux, alla Gironde, a Saint Emilion, a Pomerol, al mitico Chateau Petrus.

Ricordo un anno in cui sono andato ad aiutare a vendemmiare amici che avevano comperato e ristrutturato un vecchio molino nei pressi di Saint Emilion con annesso vigneto. Si vendemmiava merlot. In vigna c’erano anche cabernet sauvignon e cabernet franc, ma non erano mai pronti. Quando il merlot arrivava alla maturazione perfetta i cabernet erano ancora molto indietro: ecco, questa l’essenza del vitigno: una maturazione precoce che garantisce la raccolta prima che inizi la brutta stagione. Sul mare, nel Medoc, c’è abbastanza caldo per far maturare anche i cabernet, ma nell’interno, risalendo la Dordona, il clima diventa più continentale e obbliga quasi a scegliere il vitigno che matura presto.

Dal bordolese il merlot, facile e piacioso, si è allargato a tutto il mondo, dal Canada al Perù, dalla Nuova Zelanda alla Cina e in Italia ha trovato i terroir più disparati, sole e grassezza in Sicilia e Puglia, eleganza e finezza di sentori al nord, in Trentino, in Friuli e anche al di la del confine con la Slovenia e la Croazia. Fra i vini di stasera c’è anche uno che nasce a cavallo del confine. Si chiama Movia e si è ben piazzato al quarto posto. Ma la sorpresa più grossa è che il primo arrivato proviene dalla zona del Barolo. Non paghi di fare vini grandissimi con il Nebbiolo i langaroli vogliono anche il primato sul Merlot! Certo tutto è più chiaro quando scopriamo che il vino in questione è figlio di Roberto Voerzio, uno dei barolisti più originali ed importanti.

Bello il fatto che la qualità di Voezio sia stata riconosciuta da tutti nella degustazione alla cieca, con punteggi che vanno da 88 a 94.

Da notare che i sette campioni hanno ricevuto tutti votazioni alte che variano poco tra la massima e la minima, si va da 85 minimo ai già citati 94 solo per il fuoriclasse di Serralunga. Abbiamo tre toscani, due piuttosto importanti come il mitico Galatrona e l’ultimo fratellino del Guado al Tasso, il Cont’Ugo.  Galatrona conquista il secondo posto del podio, ma, ottimo terzo arriva il poco conosciuto Daino Bianco, un biodinamico integralista che non viene riconosciuto come biodinamico per i soliti vizi e difettucci, ma convince per la sua grassezza e la sua grande forza equilibrate da bella freschezza e ottima sapidità minerale, viene dalla zona di Carmignano e ricorda un po’ la bella struttura dei vini medicei.

Stranamente i vini del nord: Friuli e Trentino arrivano agli ultimi posti, ma come dicevamo poc’anzi, la distanza dagli altri è veramente minima.

In generale la degustazione è piaciuta molto: tutti i vini portavano impresse le qualità per cui si riconosce un Merlot di Buona qualità. Profumi fra i quali spiccano il classico peperone e punte di vegetale di erbe da cucina, poi piccoli frutti di bosco e vaniglia e chiodi d garofano nei campioni che hanno avuto lunghe permanenza in legno giovane, cioè, quasi tutti. Un po’ di balsamico e sontuosi terziari di cuoio, cioccolato, liquirizia, tabacco nei campioni con più anni alle spalle. Il più anziano, il Langhe di Voerzio, è stato vendemmiato nel 2001 ed è arrivato a noi fresco come una rosa. Si, proprio una bella serata!

Leone

 

 

La classifica

 

1° Langhe Merlot 2001 Roberto Voerzio

Granato con sfumature arancio, vivo e giovanile nonostante gli anni evidenti.

Il naso è molto fruttato e piacevole. Mora, ciliegia e poi liquirizia, viola, rosa canina. Note dolci di caramella e sensazioni erbacee di peperone carnoso. Legno di cedro. Cassis e inchiostro.

Bocca strepitosa, sapida, fresca e, soprattutto, piena di sapore. Elegante si insinua in tutta la cavità orale e porta gusto e morbida sensazione di tannini perfettamente arrotondati. Lunghissima persistenza.

 

2° Galatrona 2007 Petrolo

Rosso granato con leggera unghia aranciata, molto vivo, fitto e giovanile.

Al naso sentore di carruba, fico secco e dattero, poi prugna e ciliegia. Caffè e cioccolato con nocciole. Chiodi di garofano e cannella.

Buonissima la bocca equilibrata su livelli molto alti di piacevolezza e qualità. Sapore, molto sapore! Sapidità, tannini adeguati: saldi, morbidi e cioccolatosi. Cardamomo, eucalipto e mirto, curcuma. Grande trama alcolica, ottima sapidità. Lunghissima persistenza.

 

3° Daino Bianco 2006 Fattoria Castellina

Il colore denuncia che sono passati un bel po’ di anni dalla vendemmia: quindi granato con riflessi aranciati.

Al naso profumi evoluti di lacca e confettura di mora e mirtillo, minerale di ferro e grafite. Esce dal fondo la viola, poi caffè e nocciola. Sfumature di vaniglia, sentori di canfora.

La bocca è elegante e austera. I tannini sono ancora ben presenti e ben amalgamati nel contesto. Ottima la freschezza che smuove un corpo importante e generoso. Ottima la persistenza gusto/olfattiva.

 

4° Merlot Movia 2008 Slovenia

Granato giovanile, fitto e lucente.

Affascinante al naso con profumi vegetali tipici di peperone, poi delicata confettura di rose. Un profumo composto che si può descrivere come quello che darebbero due gocce di aceto balsamico su una bella fragola.

La bocca è molto interessante: unico leggero limite i tannini ancora un po’ duri, da affinare per qualche anno ancora. Buona freschezza e buona sapidità. Ricco corpo e lunga persistenza.

 

5° Bolgheri Doc Cont’Ugo 2013. Tenuta Guado al Tasso Antinori.

Rubino molto fitto con unghia granato.

Profumo intenso di frutta con ciliegia, prugna e mora. Spezie con vaniglia, legno di cedro e pepe nero. Forte sentore vegetale, poi rabarbaro, tabacco dolce.

Grande bocca, ampia e saporita. Tannini fusi alla struttura sicura e virile. Finale lungo, solo un po’ amarognolo.

 

 

6° Merlot Siebeneic Riserva 2010 Cantina di Terlano.

Rubino con sfumature granato e unghia aranciata, comunque molto giovanile.

Elegante naso floreale di rosa canina e di viola. Erbaceo di peperone giallo. Caramello e liquirizia. Ciliegia sotto spirito.

Splendida, ricchissima la bocca, dove i profumi avvertiti al naso si ampliano e diventano ancora più dolci e accattivanti. I tannini si fondono con la trama alcolica, la freschezza e la sapidità rinnovano piacere e voglia di ri-bere. Lunghissimo finale.

 

7° Merlot 2009 Paraschos Friuli Venezia Giulia Igt

Colore un po’ datato, granato con unghia arancio, ma molto vivo e giovanile.

Al naso c’è un intenso profumo di viola e di rosa macerata. Segue moka e leggero affumicato, Poi frutta secca con nocciola in primo piano e tamarindo.

In bocca vincono i tannini non completamente domati. Grande freschezza e sapidità, ma un sapore che non convince completamente.

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