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Lo Chardonnay: Premier Cru e Grand Cru di Borgogna

Lo Chardonnay: Premier Cru e Grand Cru di Borgogna

Lunedì 16 Luglio 2013 si è tenuta la terza ed ultima serata di assaggi di Chardonnay.

La prima, svolta a metà giugno, era riservata agli Chardonnay d’Italia.

La seconda, a inizio luglio, vedeva in lizza Chardonnay di tutto il mondo tranne Francia e Italia.

L’ultima ha visto in competizione gli Chardonnay più importanti del mondo, quelli prodotti in Borgogna e, per di più, scelti solo tra le tipologie Premier e  Grand Cru.

Lo scopo era quello di creare un percorso di degustazione che ci desse un quadro il più netto possibile delle potenzialità del vitigno a bacca bianca più famoso e più importante del mondo.

Inutile dire che l’ultima serata ha creato nel gruppo di assaggio una grande attesa e una magnifica conferma : ogni sorso di vino portato sotto gli occhi, il naso e le labbra e poi, ahimè, sputato nel secchiello, ci ha regalato emozioni irripetibili che cercherò di tradurre nella limitatezza delle parole.

Alla serata partecipavano alcuni amici oltre allo zoccolo duro al completo. Oltre a Adriano Presbitero, Gabriele, Federico, Daniela, Leone e Adriano Piano c’erano una coppia di ristoratori di Ivrea (La Mugnaia), Elisa e Marco, lei Sommelier, lui Chef ed esperto di vini e chiudeva il gruppo l’amico Alessandro che, pur non essendo del mestiere è un grande e competente appassionato di vini.

La sintesi della serata è più che positiva, molte volte siamo rimasti delusi da grandi nomi di produttori, questa volta nessuna delusione.

I giudizi sugli assaggi coperti sono stati molto omogenei, tranne in un caso di un piccolo scherzo servito a farci riflettere su molti altri aspetti. Adriano Presbitero aveva messo in degustazione, oltre a un grande borgognone anche uno Chardonnay siciliano di 21 anni, la Vendemmia Tardiva di Tasca di Almerita. Su questo episodio c’è da dire che chi aveva servito il vino e aveva visto le bottiglie fuori dal secchiello col ghiaccio aveva capito subito che doveva esserci un imbroglio perché in mezzo a 11 bottiglie tutte rigorosamente di tipo borgognone spiccava una di tipo bordolese!!

Nei bicchieri questo vino si evidenziava subito per il colore molto evoluto, un bell’ambrato con pochi rimanenti riflessi dorati. Ci siamo accostati a questo campione tutti un po’ prevenuti, invece abbiamo dovuto ricrederci in fretta, perché, dopo averci dato una conferma di ossidazione sia al naso che alla bocca il vino ha cominciato ad aprirsi e a regalare sensazioni belle ed appaganti al punto che tutti abbiamo dato punteggi molto alti e, se non fosse stato per l’autore dello scherzo che, sentitosi in colpa, ha abbassato molto la media con un giudizio non troppo positivo, questo campione rischiava di arrivare al terzo o quarto posto.  E’ stato comunque molto utile assaggiare il siciliano perché ci ha fatto meditare sulla qualità e longevità di vini di altri mondi che non sfigurava affatto nei confronti dei campioni del mondo più blasonato per questo tipo di vino. L’unico dato, a parte per chi aveva visto la forma della bottiglia, per capire che non si trattava di un borgognone era forse una minor freschezza , difficile, comunque da cogliere in un ambito di ossidazione.

A parte lo scherzo, gli altri vini rappresentavano proprio il Gotha del vino Chardonnay in Borgogna, e quindi in Francia e quindi in tutto il mondo:

Tre Corton Charlemagne Grand Cru

Due Batard Montrachet  Grand Cru

Un Clos Vougeot Premier Cru

Uno Chassagne-Montrachet Premier Cru

Quattro Chablis Premier Cru

Ecco la lista con la classifica definitiva :

1.           Corton Charlemagne Grand Cru, Philippe Pacalet 2009 (652 punti)

2.           Clos Vougeot 1er Cru Le clos blanc de Vougeot 2002 Domaine de la Vougeraie (640)

3.           Chablis 1er cru Vaillons 2001 Danielle Etienne Defaix (639)

4.           Batard Montrachet  Grand Cru 2011 Paul Pernot (637)

5.           Batard Montrachet Grand Cru 2010 Domaine Baillot (629)

6.           Corton Charlemagne Grand Cru 2009 Muscovac (621)

7.           Corton Charlemagne Grand Cru 2001 Bonneau de Martray (618)

8.           Chardonnay Vendemmia Tardiva Tasca d’Almerita 1992 (616)

9.           Chassagne Montrachet  1er cru Les Caillots 2007 Amiot (606)

10.         Chablis 1er cru Mont de Milieu 2006 La Chablisienne (605)

11.         Chablis 1er cru Vosgros 2010 Picq (594)

12.         Chablis 1er cru Fourchaume 2009 William Fevre (586)

Oso una piccola descrizione dei vini personale cui ho aggiunto, tra parentesi, altre caratteristiche avvertite dagli altri incitando i miei colleghi a inviare su questo blog correzioni o ampliamenti dei giudizi, o, anche solo piacevoli condivisioni e racconti della memorabile serata.

1 Corton Charlemagne Grand Cru, Philippe Pacalet 2009

Paglierino brillante. Naso ricchissimo. Banana, dattero, fico, ananas, arancio dolce, pompelmo, miele d’acacia, poi fiori d’acacia e pane alle noci (Rosa fresca, litchi, asfalto bagnato,  tartufo). Bocca elegante, ricca, morbida fino all’avvolgente, ma sempre fresca e sapida di rocce assolate. Gran finale con tripudio del gusto-olfatto e infinita lunghezza.

2 Clos Vougeot 1er Cru Le clos blanc de Vougeot Monopole 2002 Domaine de la Vougeraie

Paglierino con riflessi verdolini. Pompelmo e ananas al naso, poi agrumi con una sfumatura di lime. Una nota erbacea stimolante con ricordi di verbena, poi mallo di noce e leggera vaniglia. Fresca e leggermente burrosa la bocca. Lo stimolo gusto olfattivo si espande in tutta la cavità orale e rimane a lungo.

3 Chablis 1er cru Vaillons 2001 Danielle Etienne Defaix

Colore evoluto, dorato con sfumature di ambra. Naso dolce di biscotto e burro, poi banana matura, gelatina di frutta, confettura di arance, cedro e vaniglia. Chiude un accenno alla pietra focaia. (Zafferano, fieno, margherita.)

4 Batard Montrachet  Grand Cru 2011 Paul Pernot

Paglierino con riflessi dorati ma ancora con giovanili sfumature verdoline. Al naso cocktail di frutta tropicale fresca, poi melissa e vaniglia. Bocca sapida, saporita che lascia finali di tostatura e burro di arachidi. (caramello).

5 Batard Montrachet Grand Cru 2010 Domaine Baillot

Dorato con ricordi verdolini. Esplosione di profumi con i tipici dello Chardonnay in primo piano : banana, mango, papaia. Poi vaniglia, cedro e fiori di sambuco. Bocca grassa e morbida con ottima acidità a contrastare la grandeur gusto-olfattiva. ( croccante, terra)

6 Corton Charlemagne Grand Cru 2009 Muscovac

Paglia con riflessi verdolini. Banana e vaniglia, poi fiori di calla, pane, amaranto, pietra fusa dal sole. Bocca fresca e sapida arricchita dagli stessi grandi profumi avvertiti al naso

7 Corton Charlemagne Grand Cru 2001 Bonneau de Martray

Dorato con sfumature paglierine. Profumi di frutta tropicale che sfumano in delicate sensazioni balsamiche di menta e minerali di roccia. Bocca grassa e persistente.

8 Chardonnay Vendemmia Tardiva Tasca d’Almerita 1992

Colore ossidatissimo, praticamente ambrato. Anche il naso è ossidato, ma più leggermente. Poi, man mano che il vino si apre passano eleganti sensazioni olfattiva da vino di gran classe. Burro e miele, tostatura, caramella inglese, confetto, agrumi canditi, ginger e vaniglia. La bocca, pian piano, ci regala burro, tostatura e sfumature di rabarbaro. (bosso, tabacco, castagna, liquirizia).

9 Chassagne Montrachet  1er cru Les Caillots 2007 Amiot

Sfumature dorate su paglierino. Profumi giovanili e freschi, fichi e kumquat, poi pepe bianco e polvere da sparo. Bocca sapida e freschissima. (note iodate, melissa)

10 Chablis 1er cru Mont de Milieu 2006 La Chablisienne (605)

Paglierino leggermente dorato. Banana e ananas, poi vaniglia, quindi burro, confetto e fecce nobili. In bocca l’acidità è contenuta, ma ben compensata da una ricca sapidità che ci ricorda il terreno kimeridienne formato da miliardi di gusci di conchiglie con sensazioni di roccia fusa e pietra focaia.

11 Chablis 1er cru Vosgros 2010 Picq (594)

Colore leggero paglierino verdolino. Profumi freschissimi di menta che sfumano l’opulenza dei frutti orientali con ananas e soprattutto albicocca. Sentori minerali che ritornano anche in bocca conferendo grande freschezza e sapidità. il finale è di amarognola scorza di agrumi. (erba, pera williams)

12 Chablis 1er cru Fourchaume 2009 William Fevre (586)

Colore molto giovanile, verdolino su paglierino. Profumo di agrumi dolci e, allo stesso tempo, stimolanti freschezza. Poi fiori di acacia e biscotto. Bocca sapida, finale piuttosto lungo ed equilibrato.

Ho aggiunto all’articolo poche foto realizzate durante il periodo in cui ho lavorato per Luis Latour: un periodo bellissimo fatto di vini pregiati, feste e …bagni nel vino più importante del mondo.

3 commenti

  1. Ciao al grande Roberto ,ed a tutto il gruppo “sagia susì “(che tradotto, per il lettore che non conosce la lingua piemontese significa letteralmente ;assaggia questa cosa,),nel nostro caso è vino, e che vino! volevo esternare la mia gratitudine (essendo io l’ultimo aggiunto),a tutto il gruppo che mi ha integrato, e coinvolto del tutto, con la filosofia che mi piace tanto, la condivisione, la gentilezza, la professionalità, la competenza, la generosità, la allegria, la imparzialità, l’amicizia, in estrema sintesi, un gruppo brillante, intenso, complesso, floreale, fruttato, speziato, sapido, minerale, fine, fresco, caldo morbido , leggermente tannico, equilibrato, persistente, armonico, abbinabilissimo, per concordanza,e per contrapposizione, il tutto mi fa pensare ad un termine noto e strà noto da sempre , EDUCAZIONE, e perché no, democrazia pura, grazie di cuore a tutti, grazie anche a chi in cucina prepara piatti succulenti ed eccellenti, meno alla ribalta ma altrettanto importante. Con stima ed amicizia Adrigold.

  2. ….è stata una serata memorabile e che lascia il segno.
    Intanto perché la Borgogna è terra di grandi vini che ammiro moltissimo. L’ho visitata alcune estati fa e sono rimasta sorpresa dall’aspetto così poco appariscente e dimesso dei villaggi. Una terra magica, verde, terra di contadini eppure così complicata nelle sue differenze territoriali. E ciò che più mi ha piacevolmente colpito girovagando per vigne e cantine è stato proprio lo spirito contadino, quasi “timido” e sussurrato, non così spavaldo come quello che ho visto nella zona dello Champagne.
    La Borgogna presenta un terroir profondamente diverso di vigneto in vigneto, così come poi lo si ritrova nel bicchiere e nei nostri vini degustati insieme. Nei campioni della serata ho difatti riscontrato differenze e caratteri diversi al naso ed in bocca, proprio perché il microclima e la terra stessa dona loro un originalità esclusiva.
    Tutti vini molto fini, eleganti, qualitativamente elevati, alcuni di più ma questo lo sappiamo dipende esclusivamente dal giudizio soggettivo. Ho cercato di degustarli con profondo rispetto e cercando di scoprire quel “qualcosa in più” di questo mondo infinito e complesso del vino. E’ stato un grande privilegio questa condivisione, un’esperienza da ricordare nel tempo. Forse, se devo proprio trovare una criticità, i campioni erano troppi; avrei preferito concentrarmi con un numero inferiore per poter reggere meglio il confronto perché (aimè) non riesco proprio a sputare quel nettare….

    • Complimenti per il vostro gruppo di degustazione! Mi ricordate tanto i bei tempi quando mi ritrovavo con il mio mega gruppo di degustazione: Vittorio Manganelli, Gianni Fabrizio, Andrea Vannelli, Fabio Gallo, Davide Panzieri, Elio Bergia, Valter Pugliese ecc…. Erano serate sempre ricche di grande “seghe mentali”, molto piacevoli.
      Continuate così.

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