giovedì , 2 agosto 2018
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Lo Champagne

Lo Champagne

 

 

Tre anni fa quattro dei degustatori di questa sessione più un altro appassionato non presente a questa serata si trovarono a mezzanotte a Ivrea. Si imbarcarono su un pulmino preso a noleggio e partirono in direzione Reims. Alle nove del mattino avevano un appuntamento con un grande produttore di Champagne. Dopo questo ci furono tanti altri incontri e degustazioni  per una full immersion nel mondo delle bollicine più famose del mondo.

Le visite spaziarono in tutte le zone classiche, da grandi produttori a piccoli artisti a contadini che si erano appena messi in proprio. Anche io partecipavo a questa “terribile” avventura e la sensazione che mi è rimasta addosso è quella di un universo ricchissimo di complessità la cui vera conoscenza necessita di anni di visite e degustazioni.

Chiudo qui la bella reminiscenza legata a quel viaggio per tornare, magari, ad approfondirla quando ne avrò tempo e sarò ispirato. Adesso ho fatto questa citazione solo per ribadire che il mondo dello Champagne è magico e difficile da spiegare per i non iniziati e, soprattutto che otto campioni, anche se importanti non sono che un microscopico pezzettino di quel mondo.

Una cosa da sottolineare certamente è il fatto vistoso di un mito come Dom Perignon che arriva ultimo e penultimo in degustazione cieca. La spiegazione potrebbe consistere nel fatto che i gusti sugli spumanti sono cambiati: adesso si preferiscono campioni che regalino freschezza e sapidità e grande complessità aromatica. Dom Perignon, invece, incarna il tipo di Champagne grasso ed opulento che mira più a riempire che  a rinfrescare e a parlare del territorio.

Sono felice che ad arrivare primo sia stato Salon, il grande che aveva conquistato tutti noi durante la visita alla cave, grande non solo per sostanza ed armonia ma anche per signorilità, generosità, enorme professionalità di chi ci ha accolti e non ha esitato ad aprire con incredibile semplicità bottiglie da 200 euro per raccontarci la loro storia. Evidentemente questa personalità non è solo frutto di parole e di facciate di ambienti da ricchi, ma è qualcosa insita in ogni goccia e in ogni bollicina di  un vino creato per farci sognare un poco di quel paradiso perduto per aver dato un morso a una mela.

La classifica

1°  Salon Cuvée « S ». Blanc de Blanc 97 ( Mesnil sur Oger, Cote de Blanc).

 

Paglierino intenso con lunga unghia dorata e qualche riflesso verdolino. Le bollicine sono come debbono essere, ma non troppo visibili, mentre sono perfettamente croccanti in bocca. Come tutti i grandi champagne datati non conta troppo sull’effetto bollicine, quanto, piuttosto sulla struttura e la complessità.

Al naso pane tostato e caramella di menta. Un tocco di miele. Gesso e calcare in generale. Melone e susine, poi grappolo di glicine, cera d’api. Resina d’abete.

Sensazioni verdi fresche, sapido. La mineralità lega delicatamente la bocca.

 

2° Legras and Haas Blanc de Blanc 2002 (Chouilly, Cote de Blancs)

 

Dorato brillante. Splendide bollicine che non finiscono mai.

Profumo molto personalizzato che esordisce con paglia calda al sole, vegetale di luppolo, floreale di gelsomino. Lieviti e crosta di pane. Violetta. Acacia, pesca bianca. Vaniglia. Agrumi su cui spicca pompelmo rosa. Forte tocco minerale.

La bocca è freschissima e di buona sostanza. Croccante e saporito e sapido. Lungo finale segnato da grandi sensazioni minerali.

 

3° Perseval Farge 2002 ( Chamery, Montagne de Reims) (Chardonnay, Pinot Noir)

 

Paglierino fitto con sfumature verdoline e anche dorate. Bollicine fantastiche.

Naso delicato e dolce di miele e burro, banana e papaya. Caramella balsamica. Pietra focaia, tè verde.

Bocca segnata da nuance vegetali e minerali. Grande freschezza, ottima sapidità, giusta trama alcolica. Croccante di buone bollicine. Persistente.

 

4° Drappier Grand Sendrée 2005. (Pinot Noir, Chardonnay. Urville, Cote de Bar.)

 

Paglierino fitto con riflessi verdolini. Bollicine ottime in tutti gli aspetti. Notevole consistenza.

Profumi dolci di brioche, zucchero filato, caramella all’arancio. Uva spina.

Bocca croccante, fresca e sapida. Finale leggermente amarognolo di mandorla.

 

5° Egry Ouriet 2004 ( 70% Pinot Noir e 30% Chardonnay.  Ambonnay, Montagne de Reims. )

 

Dorato carico splendente. Particolarmente consistente, bollicine perfette.

Al naso mela e fieno caldo. Profumo buono di fattoria. Polvere da sparo. Calcare, biscotto , poi funghi e tartufo.

In bocca grande freschezza e mineralità. Buona trama alcolica.

 

6° Mineral 2002 Agrapart. ( Chardonnay. Avize, Cote de Blancs )

 

Dorato dai riflessi verdolini. Brillante. Bollicine numerose, finissime e persistenti.

Al naso molto forte la sensazione di pane brioche, Poi petali di rosa bianca e camelia. Zafferano, agrumi e gesso.  Luvertin e asparagi.

In bocca nocciola tostata e nocciolina. Molto fresco, molto sapido e morbido.

 

7° Dom Perignon 2002.( Chardonnay 55%, Pinot Noir 45. Hautvillers. Vallée de la Marne.)

 

Paglierino intenso con sfumature verdoline. Bollicine perfette.

Banana e ananas, burro e miele.

Bocca grassa e fresca e morbida. Persistente.

 

 

8° Dom Perignon 1998

Paglierino dorato. Bollicine fini, ma non troppo durature.

Al naso fieno e humus, poi finocchio. Pera, dattero e mela. Miele e burro.

bocca grassa e persistente, ma più  morbidezza che freschezza.

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