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L’Expò mondiale di Aichi, Giappone, 2005.

L’Expò mondiale di Aichi, Giappone, 2005.

 

A lavoro all’Esposizione Mondiale di Aichi in Giappone

 

Nella primavera del 2005 sono stato reclutato come Sommelier per far parte del gruppo di lavoro che doveva gestire le installazioni italiane presso l’Expò mondiale che si teneva ad Aichi, vicino alla città di Nagoya, a metà strada tra Tokyo e Kyoto.

L’Esposizione, di cui parlo ampiamente in un altro box, era una cosa fantastica, valeva la pena di venire dall’altra parte del mondo per vederla.

Il mio compito era di servire i vini italiani in una postazione modello Wine Bar all’interno del Padiglione italiano. Purtroppo non c’era molto lavoro perché tutti i vini più importanti che dovevano servire per le degustazioni erano stati dirottati al Ristorante e venduti lì.

Dato che mi rimanevano solo pochi vini di scarsa qualità da offrire,  il lavoro non mi dava più soddisfazione, quindi ho deciso di ritornare in Italia dopo solo 2 mesi e mezzo, mentre avrei dovuto rimanerci 7 mesi.

Al di là di questa problematica l’esperienza è stata bellissima e molto proficua. Ho visitato Kyoto per tre giorni, Tokyo per una settimana, percorsa quasi tutta in bicicletta, poi Nagoya, Toyota e qualche paesino piccolo.

Ho conosciuto un sacco di persone e mi sono fatto tantissimi amici che ancora continuano a cercarmi.

Avevo iniziato a imparare alcune frasi in giapponese che adesso, purtroppo, sto iniziando a dimenticare.

Ho assaggiato molti vini giapponesi e ho dato consigli ad un giovane imprenditore che voleva impiantare delle vigne in un suo terreno vicino ad Aichi.

In definitiva è stata una esperienza fantastica che mi sono pentito di avere interrotto.

 

 

  • Ecco una descrizione dell’Expò tenuta in Giappone, ad Aichi nel 2005 in un articolo che scrissi all’inizio dell’avventura.
Salviamo il pianeta Terra! L’Esposizione mondiale di Aichi, Giappone, lancia un appello a tutto il mondo e propone strategie futuristiche L’Esposizione mondiale che si tiene nella regione di Aichi, duecento chilometri a sud di Tokyo, si propone come punto focale per discutere del futuro del pianeta. Niente visioni catastrofistiche, ma proposte tecnologiche per conservare le incredibili bellezze proposte da 124 nazioni. L’Expò, aperta dal 25 Marzo al 25 Settembre, si distende su un’area sterminata pari a quella di una città come Ivrea. Le nazioni partecipanti vanno dalle grandi potenze mondiali alle più piccole e povere conclavi del terzo mondo. Ognuna partecipa come può, chi con spettacoli da film di fantascienza, chi proponendo due foto dei propri luoghi e pochi semplici oggetti di artigianato. Tutte orgogliose delle bellezze della propria terra che mostrano ai visitatori interessati. Il tema della bellezza del pianeta si intreccia con quello della sua salvaguardia. La prima arma studiata per questo proposito è la volontà di far incontrare tutti i rappresentanti dei popoli perché si conoscano e possano dialogare. La soluzione tecnica per metterlo in pratica è rappresentata dal “Global Loop”, una passeggiata aerea che si snoda per quasi tre chilometri formando un anello che permette di vedere dall’alto o di fianco tutti i padiglioni. Sorretta da una miriade di piloni di acciaio, la passeggiata è tutta pavimentata in legno ed è larga una ventina di metri. L’enorme massa di visitatori, solo il padiglione Italia ha una media di 10.000 persone al giorno, passeggia, si incontra, si scambia emozioni, informazioni, domande, si ferma per una sosta su una panchina, oppure si fa aiutare da un trenino spinto da un motore ecologico, o si fa portare da taxi bicicletta la cui tecnologia esige uno sforzo irrisorio da parte del conducente. Un’alternativa per muoversi all’interno è la “Kikkoro Gondola”, una cabinovia che percorre la fiera da nord a sud e permette di vedere dal cielo l’enorme parco di ricerca. Un’altra il sistema chiamato “IMTS”, un futuristico mezzo di trasporto rappresentato da tre piccoli autobus che percorrono in fila indiana, a pochi metri di distanza l’un l’altro, una strada riservata. Sono mossi da un motore a gas naturale senza emissione alcuna e, meraviglia delle meraviglie, non hanno autista, ma si orientano grazie ad una banda magnetica posizionata sulla strada e a soluzioni informatiche futuristiche. Ai posti di comando sono messi ironicamente Morizo e Kiccoro due pupazzoni verdi, simbolo di tutto l’Expò. Per arrivare alla Fiera dall’esterno obbligatorio prendere il “Linimo”, un trenino sopraelevato che galleggia in aria grazie ad un sistema elettromagnetico, oppure usare il “Inter-Venue Fuel Cell Bus” grande autobus mosso da un motore che usa il principio delle “Fuel Cells” a idrogeno, senza alcuna emissione di gas residui. All’interno non si fuma, neppure all’aperto, tranne che in pochi luoghi riservati. Il riciclaggio trionfa sovrano: ovunque si trovano isole di contenitori in cui gettare i rifiuti dividendoli per tipologia. Nei grandi centri di raccolta posizionati in luoghi discreti sotto il Global Loom si arriva a dividere 17 tipi di rifiuti! Il materiale di compostaggio che, con il caldo, potrebbe dare problemi di odore, viene stivato momentaneamente in grandi celle frigo. Inutile dire che in tutta l’Expò non si vede una cartina per terra neppure a pagare. Grandi schermi video, di cui uno il più grande del mondo, aiutano a sensibilizzare i visitatori verso l’importanza del riciclaggio. Nei bar e nei ristoranti è commovente vedere l’amore con cui grandi e piccini si impegnano per contribuire, nel loro piccolo a salvare il mondo più incantevole di tutto l’universo.

 

 

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