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L’evoluzione dei vini toscani

L’evoluzione dei vini toscani

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I Vini della serata e il commento di Leone

 

Guardiavigna Orcia Doc  2000 Podere Forte

Magari 2012 Toscana Igt Gaja

Magari 2000 Toscana Igt Gaja

Schidione 98 Toscana Igt Biondi Santi

Castello di Brolio Chianti Classico Docg 1999

Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2000 Casanova di Neri

Lupicaia 2000 Toscana Igt Castello del Terriccio.

Sassicaia Sassicaia Bolgheri Doc 2012 Tenuta San Guido.

 

Una serata spettacolare

Quella di Strambino è stata una serata fatta sul modello delle scatole cinesi: un tema dentro a un altro, dentro a un altro, dentro a un altro.

Ma prima di tutto diciamo che, al di là di tutte le tematiche, la qualità dei vini in degustazione era stratosferica e la

cura della preparazione dei vini e del servizio eccezionale.

La prima tematica era legata alla degustazione di vini elevati a lungo e, in particolare, si trattava di vini toscani. Si apriva, quindi il tema più volte dibattuto della Toscana dalle due anime, una legata alla tradizione del Brunello, del Nobile, del Chianti e quindi del tipicissimo Sangiovese e l’altra a una visione internazionalista e innovatrice che ha portato alla nascita del Sassicaia e dei cosiddetti Supertuscans composti, massimamente da vitigni alloctoni come i Cabernet e il Merlot.

Poi un altro tema appena accennato: confronto tra un grande vino assaggiato poco dopo la vendemmia e lo stesso assaggiato dopo 15 anni, confronto che è stato fatto sul Magari di Angelo Gaja nelle versioni 2012 e 2000.

Alla fine d una degustazione già ricchissima c’è stata la sorpresa del Sassicaia 2012.

Ma ritorniamo al tema centrale, quello dell’evoluzione. Dopo centinaia di degustazioni in cui si ripete la cantilena del..”buono questo Barbaresco (o Barolo, o Brunello…) però è ancora troppo giovane e per assaporare al massimo le sue qualità  bisogna aspettare ancora 3,4 anni, magari in alcuni casi 10 o 15.”

Ecco, questa volta abbiamo cercato di accontentare tutti presentando ben 6 vini di 15/16 anni.

Reperire annate simili non è affatto facile né economico, quindi per ogni vino avevamo solo due bottiglie e se anche solo una di queste avesse avuto gravi difetti avremmo potuto compromettere negativamente la serata.

Non potevamo sapere come le bottiglie fossero state tenute per tutto questo tempo, ma, quello che potevamo e dovevamo fare era prepararle e servirle nel migliore dei modi.

Per questo motivo i vini erano stati portati sul luogo della degustazione tre giorni prima e messe in posizione verticale in modo da far si che l’eventuale fondo scendesse tutto in basso e fosse più facile da decantare. Le bottiglie sono state tutte decantate un paio di ore prima. Insomma è stato fatto tutto quello che il sommelier dovrebbe fare adattando la sua professionalità al caso specifico di una bottiglia che è sempre diversa dalle altre.

A questo punto devo fare tanto di cappello ai miei colleghi, che, capitanati dall’incredibile AdrianoPiano Delegato sommo del Canavese hanno fatto tutto alla perfezione. Sta di fatto che di tutte e dodici le bottiglie solo quella del Magari 2000 aveva un leggerissimo tocco di riduzione. Tutti gli altri vini erano perfetti, al massimo della loro espressione evolutiva ed, essendo, tutti vini importanti e di gran qualità, hanno espresso valori di piacevolezza difficilmente raggiungibile in una degustazione  che, peraltro era caratterizzata da un piccolo rimborso spese con il quale non ti potevi pagare neppure mezza delle bottiglie presentate. Qui bisogna di nuovo doverosamente osannare il Delegato che con la rara generosità che ben conosciamo ha offerto personalmente le 3 bottiglie di Sassicaia e quelle del Magari giovane.

E’ così uscita fuori una serata difficilmente ripetibile dove non ci sarebbe stata nemmeno la necessità di un relatore, perché i vini parlavano da sé.

Bello, comunque anche entrare nella storia del terroir  e dello stupendo panorama culturale della Toscana e bello anche il conoscere gli uomini che stanno dietro a queste incredibili bottiglie, tutte persone che senti profondamente innamorate delle loro creature.

Non c’è stato un vincitore e tutti sono stati vincitori. Avessimo dovuto segnare un punteggio saremmo andati da 90 a 95. Ha riscosso un particolare successo il Gardiavigna 2000 di Pasquale Forte, sconosciuto ai più, che sommava con grande eleganza i tocchi migliori delle due anime toscane e raccontava senza inutili parole la magia di un vino veramente biodinamico

A me è piaciuto in particolar modo il Castello di Brolio espressione massima della toscanità che ti fa scattare in mente la soavità dei versi dei “Fedeli d’amore” e dei dipinti “petalosi” del Botticelli.

Come non citare la ricchezza e l’opulenza dello Schidione dell’immenso casato Biondi Santi, inventori e propugnatori del Brunello di Montalcino, questa volta alle prese con un vino innovativo che nasce nella nuova tenuta del meraviglioso Castello di Montepo’.

E poi proprio un Brunello in una delle massime declinazioni degli ultimi decenni con Casanova di Neri in un cru, Tenuta Nuova, che non da tanto tempo Robert Parker ha proclamato il più buon vino del mondo!

Impressionante il volume, la forza, la personalità del Lupicaia 2000 dove ogni sorso ci parla della bellezza delle coste della Toscana, della macchia mediterranea, dei balsamici effluvi degli eucalipti e della nipitella. Come non mandare un ringraziamento allo sfortunato Rossi di Montelera costretto su una sedia a rotelle dalla caduta da uno dei suoi amati cavalli, ma sempre sorridente e pieno di ammirazione per la vita e il vino che è uno dei suoi massimi doni. Spiace che il Magari del grande Angelo fosse segnato da un po’ di riduzione che impediva di assaporare perfettamente le calde sensazioni del Magari 2000. Perfetto, invece, il Magari 2012 ma….. troppo giovane! Da risentire tra cinque o sei anni. In tutti i vini era facile avvertire una definizione in sottofondo regalataci dal padre della lingua italiana:

“Guarda il calor del sol che si fa vino, misto all’umor che dalla vite cola!”

Leone

 

 

Un commento

  1. Adriano Piano

    letto confermato e sottoscritto, grande serata, grande relatore, tutti soddisfatti, Grazie Leone di cuore per la passione e per la delicatezza, per la poesia ,per le sfumature ,per le curiosità ,grazie per esser un LEONE.
    Adrigold.

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