domenica , 29 luglio 2018
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I Nebbioli del nord

I Nebbioli del nord

Nebbioli del Nord

 

L’impressione generale della degustazione

L’impressione generale è che i vini sono tutti molto buoni. Occhi spalancati, sospiri e piccoli schiocchi di lingua fanno capire subito che la batteria dei vini proposti, al di là di delle classifiche e delle discussioni, è una di quelle che  rimangono a lungo nella nostra memoria. Nessun difetto, nessun sospetto, solo puro godimento.

Sui campioni 8 e 9 si sono accese ardenti discussioni, ma la causa era centrata sulla eccessiva bontà dei due campioni… derivata da aspetti dei vini che sembravano dettati da eccessiva abilità dei vinificatori, più che da valorizzazione dei pregi della tipicità del terroir.

Interessante il fatto che, a bottiglie coperte, quando ancora non sapevamo si trattasse dello stesso vino nella stessa annata, entrambe le bottiglie hanno sollevato la stessa discussione.

Purtroppo il limite della degustazione alla cieca è che si rischia di portare vini che non rispecchiano tutta l’area abbracciata dal tema in questione, infatti mancano all’appello i Carema, i Donnaz, i Ghemme , i Sizzano, i Fara, i Canavese Nebbiolo ecc.  Su nove campioni sei sono Valtellina, due Boca e un Gattinara.

Sembra ovvio, una volta scoperte le bottiglie, che a vincere primo e secondo posto siano stati i due Sfursat presenti: questo a dimostrare che la tipicità, ahimè, passa in secondo piano di gradimento quando ci sono vini superbi e vinificati in modo superlativo.

E’ stata, al di là di ogni polemica, una serata piacevolissima nonostante il numero elevato di degustatori facesse un po’ provar timore di confusione e di perdita di concentrazione: al di là di qualsiasi chiacchiera hanno parlato dei vini buonissimi che possono andare a testa alta nell’universo dei vini da vitigno Nebbiolo.

Fino a pochi anni fa si parlava dei nebbioli del nord come di vini duri e imbevibili, adesso abbiamo una piacevolissima prova che i tempi sono cambiati.. in molto meglio: la paura di battersi contro Barolo, Barbaresco e Roero è volata sull’ultima nota eterea di un Chiavennasca o di un Picotendro!

 

 

La classifica

 

1° Nino Negri Sfursat 5  Stelle 2010

Granato scarico con unghia aranciata, molto limpido e dai toni molto giovanili.

Profumo di grande eleganza: confettura di piccoli frutti rossi, corbezzolo, bosco, pepe nero, tabacco e cacao, noce moscata, prugna, vaniglia, grafite e tostatura.

In bocca morbido, avvolgente, cioccolatoso. Tannini forti, perfettamente domati.

 

2° Sforzato San Domenico 2003 Triacca

Granato piuttosto fitto, limpido, dai bei riflessi.

Naso intenso, molto speziato di cardamomo, cannella e pepe bianco. Poi geranio, goudron, tabacco e infuso di orzo. Humus, tamarindo e cugnà.

La bocca è molto piena di sapore, equilibrata: tannini morbidi e solenni al contempo.  Grande freschezza. Persistente.

 

3° Valtellina Superiore Mazer 2006

Granato con unghia aranciata limpido, ma non troppo acceso.

Naso all’inizio un po’ chiuso poi arriva una splendida rosa, tabacco da pipa, cuoio giovane, ciliegia sotto spirito, agrumi, tartufo nero.

Tannini buoni, ma ancora da affinare, grande persistenza

 

4° Stella Retica Sassella ArPepe 2006

Grano di media fittezza, riflessi vintage.

Rosa fresca aulentissima…. Confettura di lampone e fragolina. Liquirizia e caramella inglese. Tagliente, dritto, minerale dai sapori montani, noce e fungo.

In bocca grande equilibrio e persistenza.

 

5° Gattinara Riserva Travaglini 1999

Granato carico verso l’aranciato.

Profumo intenso, molto elegante e dolce. Splendidi sentori di evoluzione.  “Gli opposti!” : rosa e goudron.  Tartufo, sottobosco e liquirizia.

Grande bocca, eccezionalmente evoluta. Si ritrovano tutti i sentori avvertiti al naso. Entra delicatamente e si espande in tutta la cavità orale. Lunghissima persistenza.

 

6° Grumello Buon Consiglio 2001 ArPepe

Granato scarico, molto bello e limpido.

Naso intenso, di grande eleganza. Profumo di cipria, liquirizia e eucalipto, lattosio e chinotto.

Bocca aggraziata e complessa. Tannini morbidi, ancora liquirizia. Trama alcolica potente, ma non invadente.

 

7° Valtellina Superiore Sassella Ultimi Raggi 2006 ArPepe

Granato limpido e scarico con unghia aranciata dai giovanissimi riflessi.

Bel profumo, intenso, complesso, fine.  Rosa e sottobosco, liquirizia tabacco e cuoio. Speziato di vaniglia e pepe nero.

In bocca grande freschezza, tannini sicuri e sottili. Morbidezza, eleganza, potenza e delicatezza.

 

8° Boca Le Piane 2004 Cristoph Kunzli

Granato molto fitto. Cuoio, sottobosco, sensazione floreale, tabacco, cacao, pepe, poi vaniglia e cumino e confettura di more. Bastoncino di vaniglia.

Tannini potenti, ancora da limare. Persistenza.

Questo vino ha diviso le opinioni dei degustatori, la maggior parte lo ha apprezzato, ma con qualche riserbo, altri lo hanno elogiato grandemente. Il vino ha scatenato una accesa discussione sulla tipicità.

 

9° Boca Le Piane 2004 Cristopher Kunzl

Granato molto fitto.

Al naso confettura di more, bastoncino di vaniglia, rosa e geranio, poi cuoio, tabacco e cacao.

Grande freschezza in bocca, tannini potenti e non ancora domati. Molto sapido e persistente.

Anche questo campione, che era uguale anche come annata al precedente, ha sollevato una grande discussione sulla tipicità.

Un commento

  1. Come hai egregiamente descritto, il nebbiolo è venuto fuori per quello che è: un signor vitigno che regala un vino elegante, austero, nobile e fine.
    Vini buoni subito e che ci inducono a pensare a come saranno “più in là”, aperti dopo qualche altro anno, perché trasformandosi potrebbero colpirci ancora di più emotivamente.
    Chissà con Barbaresco e Barolo…. 🙂

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