domenica , 29 luglio 2018
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I bianchi del Trentino e Alto Adige

I bianchi del Trentino e Alto Adige

 

 

Commento generale della serata:

Oltre alle degustazioni, questa sera abbiamo due cose molto piacevoli alle quali brindare. Alessandro ha passato con ottimi punteggi l’esame finale da sommelier e abbiamo, ospite nel gruppo, una neofita con tanta voglia di imparare, si chiama Chiara e ha appena finito il secondo corso Ais a Torino.

Questa serata fa parte di un gruppo in cui si assaggiano vini bianchi diversi, ma uniti dal maxi terroir di una intera regione, anzi in questo caso da due regioni sorelle: Trentino e Alto Adige.

La domanda che ci siamo posti è: il vino è un miracolo composto da mille particolari, ma i responsabili più grandi della sua bontà sono il vitigno, il terroir e l’enologo. Se cerchiamo di scartare quelli costruiti a tavolino dal grande enologo di turno, i due responsabili principali del risultato sono il terroir e il vitigno. Per provare a capire se il terroir è più o meno importante del vitigno assaggiamo alla cieca vitigni diversi, ma provenienti dallo stesso terroir e la risposta  alla domanda che ci siamo fatti è che sembra proprio che il terroir vinca sul vitigno.

Tutti i vini assaggiati avevano un imprinting comune: la zona di nascita che si percepiva attraverso una grande freschezza, una buona sapidità e profumi complessi e delicati. Molto più difficile riconoscere i vitigni nonostante l’uso di classici in purezza come chardonnay, sauvignon, kerner oltre ai blended impossibili da riconoscere.

La zona di nascita  si percepiva anche dal comune rigore che hanno i vignaioli di queste regioni che produce grande pulizia e franchezza oltre a delicati equilibri tra le durezze e le morbidezze.

Non vorrei esagerare affermando che qualsiasi vino bevessi mi sembrava di vedere le montagne sempre cariche di neve, le conifere verdi e il cielo limpido, le piccole pergole sui lati delle valli, la pulizia e l’ordine innati nei contadini di queste zone.

 

La classifica

 

1 Kerner 2007 Pacher Hof

Paglierino con riflessi verdolini e nuances dorate. Naso delicato, non esageratamente intenso. Profumi floreali di rosa e gelsomino, fruttati di mele, mandarini e uvaspina. Poi resina, tabacco, ortiche, semi di coriandolo e crosta di pane.

2 Pinot Bianco Klaser Riserva 2007 Weingut Niclas

Colore paglierino con riflessi verdolini e Dorati, molto fitto rispetto agli altri campioni. Apre con eucalipto balsamico, poi tonalità dolci del latte fino al profumo di manna. Fave fresche, letchi, frutta candita e vaniglia. Bocca ben bilanciata tra calore e freschezza. Bella sapidità, buona lunghezza.

3 Sauvignon Naun 2012  Niedermayer

Paglierino con riflessi verdolini. Ingresso al naso un po’ “bio”. Poi la calda sensazione di fattoria si stempera e lascia profumi balsamici di menta, avocado e banana. Albicocca, mela golden e felce. Floreale di gelsomino e fiore di sambuco. Profumo caldo e delicato, bellissimo, ma non sopra le righe. Bocca molto sapida con ritorni olfattivi di nocciola, pepe bianco e vaniglia. Finale molto lungo.

4 Stoan 2012  (Chardonnay, Pinot Bianco, Traminer e Sauvignon. Cantina Tramin).

Paglierino con riflessi verdolini. Intenso e complesso al naso con profumi fruttati di pera, cedro , agrumi vari, ananas e melone, poi salvia e un tocco minerale di pietra focaia. In bocca grande freschezza e sapidità. Lunga persistenza.

5 Traminer aromatico Muri Gries 2014

Paglierino/verdolino. Profumo di erbe buone da cucina come verbena e limonaria. Un tocco di bosco con muschio e ribes bianco. Poi profumi dolci come zucchero filato, crosta di pane e banana. La bocca è grassa, saporita, di grande personalità.

6 Riesling 2008 Pelzpiffer

Paglierino scarico con riflessi verdolini. Delicati profumi vegetali come mirto, salvia, biancospino, bacche varie. Un tocco di idrocarrburi.  Quindi pane, nocciole, pepe e vaniglia. Grande freschezza e ottima sapidità in bocca. Lungo finale. Con un tantino di corpo in più sarebbe un vino eccezionale.

7 Marien 2012 Vigneti delle Dolomiti Baldessari

Paglierino/verdolino di media fittezza. Al naso sviluppa una storia complessa che ci racconta profumi solari caldi ed eleganti come miele, brioche e frutta tropicale. Profumi lunari come tocchi minerali, erbacei e speziati. Bocca grassa e morbida, ma sempre fresca e sapida. Lungo finale.

2 commenti

  1. Grazie Leone per la tua prosa che sa sempre condensare molto bene ciò che avviene nelle nostre Degustazioni alla Cieca!!! Sono d’accordo con te sulla definizione del Terroir in questa serata sul Trentino-Alto Adige, l’immagine che apre l’articolo è esattamente l’allegoria della nostra degustazione, paesaggi ordinati e rassicuranti, orizzonte di cime di roccia coperte di cristalli di neve bianca,
    florealità, frutti succulenti e profumatissimi, resina di abete che punteggiano le dolci vallate.
    E’ ciò che immaginavamo nella degustazione cieca,
    ciò che i vini evocavano inesorabilmente!
    La mineralità di quelle rocce ci ha entusiasmato con i campioni migliori, il fil rouge che legava i fuoriclasse!

  2. Grazie per tenerci sempre al corrente…. Spero che Bob possa riprendere al più presto ad assaggiare il vino per riprendere le nostre degustazioni…. Mi mancano quei bei pomeriggi passati a degustare i vini e le nostre allegre performances
    Un abbraccio
    Flavia

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