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Gli Chardonnay nel mondo

Gli Chardonnay nel mondo

Degustazione del 03/07/2013 svolta a ” Il Simposio, Trattoria Moderna”. Ivrea.

Presenti: Gabriele, Federico, Daniela, Leone, Adriano Piano, Adriano Presbitero.

Note generali

La serata è stata particolarmente piacevole, forse perché quando siamo pochi riusciamo ad essere più ordinati e creativi.

I campioni degustati erano tutti molto interessanti. Purtroppo il tema della serata avrebbe potuto essere sviluppato molto meglio, ma questo è il rischio che si corre nel portare ognuno un vino segreto senza mettersi d’accordo con gli altri. Questa volta sarebbe stato utile spaziare negli chardonnay dell’Australia, del Chile, del Sud Africa….invece ci siamo ritrovati ad assaggiare due italiani ai quali era riservata la prima serata e, tranne un Jura, tutti vini borgognoni ai quali era dedicata interamente la terza serata. Per una strana coincidenza gli unici due vini davvero del mondo erano entrambi americani, di Napa Valley e dello stesso produttore Beringer. I due californiani si sono comportati benissimo conquistando uno, la riserva, il primo posto e l’altro, il base, un quarto posto strappato a vini ben più blasonati e costosi.

I due americani hanno risposto, in parte, alla nostra ricerca: nel mondo con il vitigno Chardonnay si fanno grandi vini su diverse categorie di costo e qualità, ma la categoria che incanta ancora di più è quella di vini grassi, morbidi, ricchi di profumi di frutta tropicale, di spezie e tostatura dati dal passaggio in barrique.

 

Appunti e valutazioni

1 Chardonnay Proprietor Grown Napa Valley Beringer 1997 ( punti 470)

Dorato intenso, ma ancora con ricordi di sfumature verdoline. Paga la leggera ossidazione con delicati spunti di miele e burro, poi mango maturo, vaniglia e tostatura. In bocca grande morbidezza ben supportata da ottima acidità. Nel lungo finale si percepiscono gelatina di frutta agli agrumi, nocciole, burro, erbe aromatiche e persino un tocco di tartufo.

2 Chardonnay Planeta 2008 (451)

Paglierino dorato con ricordi di verdolino. Al naso ananas, litchi, banana, noce di cocco, burro, malto e vaniglia. Bocca grassa, fruttata, ricca di stimoli piacevoli. Grande equilibrio. Sul finale lungo partono note fresche di cedro.

3 Mersault Blagny Pascale Petrot 2004 (445)

Dorato con riflessi verdolini. Banana, burro, fiori di campo, pietra, miele. Stupisce una bocca molto fresca e sapida dopo un olfattivo da vino grasso e maturo. Finale sapido con sfumature gessose.

4 Chardonnay Beringer 2008 (445)

Non troppo intenso, ma molto fresco e sapido, poca frutta a favore di agrumi e pietra. Bocca leggera e beverina.

 5 Cote de Jura Vielle Vigne Les Chalasses 2008 (434)

Giallo dorato con riflessi verdolini. Pera, ananas, banana, vaniglia e pietra focaia con sfumature fresche e balsamiche di agrumi e menta. Ottima sapidità, grande freschezza.

6 Houte Cotes de Nuits Domaine Guyon 2009  (433)

Colore chiaro, paglierino non troppo fitto. Pompelmo, pera, ananas fresco. Bocca sapida e lungo finale con sfumature di anice e menta.

 7 Bramito della Sala 2006

Paglierino con riflessi sia dorati che verdolini. Ananas e banana classici, poi vaniglia, leggera sensazione mielata, frutta secca tostata. Grande bocca dove si ripetono e si ampliano le sensazioni avvertite al naso.

8 Bourgogne Vezelais Domaine de la Cadette Les Saulniers  2011 (427)

Paglierino giovanile. Bananosissimo ! Gelsomino e tabacco dolce. Bocca quasi dolce per la ricchezza di frutta matura. Interessante sapidità.

9 Montèe de Tonnerre Premier cru 2004

Paglierino con riflessi verdolini. Verbena, ananas e melone. Scorza e fiori di arancio. Poi gesso, litchi e incenso. Bocca sapida, ottima spalla acida.

Bourgogne pierre Morey 2002 (Sentore di Tappo)

Purtroppo fuori gara perché dominato dalla puzza di muffa del tappo un prodotto di un grande produttore borgognone che sarebbe stato sicuramente tra i primi.

Un commento

  1. ….sì, una bella serata e naturalmente con le sorprese finali all’apertura delle bottiglie bendate!
    Vorrei fare qualche considerazione sulla degustazione “alla cieca”. Il non vedere l’etichetta ci libera da condizionamenti ed il nostro giudizio è quindi totalmente libero e basato sull’imparzialità, senza condizionamenti di nomi/prezzi. E’ comunque un giudizio esclusivamente soggettivo; il punteggio che diamo è frutto di un “ci piace” o meno, quell’emozione in più che tocca i nostri sensi e la nostra anima, quella qualità intrinseca e bevibilità che ci conquistano. Naturalmente non mancano le soprese finali e molti dei vini arrivati tra i primi posti non ci si aspettava potessero farlo. Questa osservazione mi porta ad una seconda considerazione relativa alla classifica. E’ interessante mettere sul podio i vini, ma considero questo non totalmente efficace. Cioè: i vini portati in degustazione avevano in comune lo stesso vitigno, ma provenivano da territori diversi, annate diverse e la tipologia non è quindi la stessa. In particolare, l’anno più avanti pare giocare a favore della nostra piacevolezza perché il Planeta 2008 vince su un Borgogna 2011 molto più verticale e giovane! Per cui trovo anche molto interessante riassaggiare i vini DOPO aver scoperto le bottiglie per soffermarmi un po’ di più e cercare di capire chi lo produce, lo stile (tradizionale, bio o no.. ), la provenienza e quindi il territorio, l’anno di produzione. Comunque sia…è sempre un piacere parlare di vino, viverlo e sperimentarlo e queste serate mi hanno dato modo di capire un po’ di più lo chardonnay in tanti suoi stili e forme diverse… Cin cin!

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