martedì , 31 luglio 2018
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Il Friulano

Il Friulano

 

 

Note generali sulla serata

Questa sera mancano all’appello dei degustatori due pezzi da novanta come Federico e Gabriele, si aggiunge, invece, una “absolute beginner”: Gabriella che accogliamo con gioia: i principianti non professionisti servono sempre per dare freschezza al panel di degustatori professionisti che tende a fossilizzarsi e a ripetersi con gli stessi termini e gli stessi giudizi.

 

Il Friulano, tema della serata, si chiamava Tocai fino al 2007, poi, come tutti sappiamo,c’è stata una causa internazionale intentata dall’Ungheria perchè il nome del nostro vino era troppo simile a quello del loro Tokaji.  La causa l’hanno vinta loro e noi abbiamo dovuto sopperire con il termine friulano per l’ex tocai friulano e tai per l’ex tocai di provenienza veneta.

Ma saltiamo le diatribe legali e veniamo invece al punto più importante per i degustatori: quali sono le caratteristiche che legano i diversi vini ottenuti da questo vitigno?

Tutti i campioni o quasi tutti hanno in comune uno specifico profumo di mandorla e una sensazione leggermente amarognola al finale di bocca. Forse in comune c’è anche  una buona sensazione minerale che ci ricorda la pietra focaia, ma poi i campioni si differenziano molto per zona di produzione, annata e mano del produttore. Radikon con il suo spietato triple A poco concede a chi pensa al Friulano come vino leggero e delicato, mentre propone grande spessore e personalità. Uno shock ulteriore è dato dal fatto che il produttore consiglia di bere il vino alla stessa temperatura di un rosso e mette in guardia dal conservarlo in frigo.

A parte Livon tutti gli altri produttori hanno optato per vini con buona struttura  e profumi importanti. Su tutti risalta il prodotto del grande patriarca dei vini friulani Livio Felluga ricchissimo di corpo e di grandi sensazioni olfattive che sono diventate evolute e particolari dopo 13 anni di permanenza in bottiglia senza cedere al grande nemico dell’ossidazione.

 

La classifica

1° Colli Orientali del Friuli Doc Livio Felluga 2001 (punti 355)

 Colore arancio scarico con riflessi dorati, cristallino.

Profumo intenso di terra e di sole, leggermente fumè. Aranciata, pompelmo, fiori bianchi carnosi. lime candito. Liquirizia dolce, cioccolato bianco e pietra focaia. Marzapane.

Secco, ma molto morbido con una contenuta e intrigante sensazione di dolcezza. Caldo, avvolgente e gustoso. Ottimo ritorno in bocca delle sensazioni odorifere già avvertite con il naso. Persistente.

Grande vino che ha saputo conquistarsi le ricchezze evolutive senza cedere al decadimento possibile dei lunghi anni trascorsi in bottiglia.

 

2° Collio Doc Friulano Vie di Romans 2011 (352)

 

Paglierino con riflessi verdolini.

Molto profumato di agrumi dolci, mandarino e kumquat. Note di erbe da cucina: salvia e rosmarino. Rose bianche carnose. Idrocarburi, sambuco, passiflora, arachidi e felce Mandorla.

In bocca grande spessore gustativo sia per corpo che trama alcolica, ma, al contempo, delicato, intraprendente e persistente.

 

 

3° Collio Doc Friulano Ronco dei Tassi 2013 (punti 348)

 

Colore paglierino verdolino con qualche riflesso dorato.

Naso intenso di albicocche e pere, violetta, susina e chinotto. Narcisi e mandorla, fino a una bella sensazione burrosa.

Bocca perfetta in cui si segnala una grande ricchezza gustativa e un ottimo rapporto freschezza-morbidezza.

 

 

4° Collio Doc Jakot Radikon 2007  (punti 347)

Colore arancio. Un po’ velato, molto consistente.

Profumo molto intenso, fruttatissimo. Pesca e pesca noce, confettura di arancio, confetto, mazzo di fiori bianchi, mandorla, sensazioni minerali di pietra focaia, poi ancora banana e miele di castagno.

Secco, molto sapido, in bocca. Anche molto saporito con finale marcato di mela cotogna e leggermente amarognolo di pasta di mandorle.

Un vino particolarissimo in tutto il percorso degustativo che divide i degustatori in chi lo osanna e in chi lo classifica come ossidato e problematico. Il solito problema di valutazione per un prodotto triple A.

 

5° Collio Doc Friulano Attems 2013 (punti 341)

Paglierino fitto con sfumature sia verdoline che  dorate.

Limone dolce della Costiera amalfitana, cetriolo, mela cotogna, fieno. nespola, ortiche e mandorla amara.

Bocca grassa, piena, fresca, sapida e morbida. Un accenno di idrocarburi nel gusto-olfattivo.

 

6°  Collio Doc Friulano Livon 2012 (punti 335)

Paglierino con forti riflessi verdolini. Profumi solari/verdi di avocado, scorza di arancio, fieno al sole. Poi biancospino e melone.

Bocca grassa e al contempo scorrevole, buona freschezza e mineralità. Buon vino con giusto rapporto qualità/prezzo, da abbinarsi a cibi non troppo impegnativi.

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