sabato , 28 luglio 2018
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Il Barolo che ci piace

Il Barolo che ci piace

Sibi et Paucis

 

Plinio il giovane racconta una cena in cui un padrone di casa piuttosto avaro aveva diviso i cibi e anche i vini per pregio e bontà. Il primo livello per gli amici più intimi e, soprattutto, per se.

Ecco il tema della serata conclusiva sul Barolo: dopo aver assaggiato in degustazione cieca varie serie di Barolo a seconda della zona di riferimento, la serata finale è dedicata ai Barolo che, sicuramente, piacciano a noi (sibi) che siamo pochi (paucis)!

La storia di Plinio è venuta fuori perché il vino che ha ricevuto più consensi è un Barolo di Luciano Sandrone che oltre a recare il nome del terroir Cannubi Boschis mostra in etichetta la scritta “Sibi e Paucis” dedicata allo stesso tipo di vino, ma elevato, in condizioni ottimali, per almeno 4 anni in più di quelli che pretende il disciplinare.

Alcune novità per la serata: non ci sono le donne che fanno parte fissa del nostro gruppo, ma è gradita ospite Valeria, fresca di esami del corso sommelier. L’evento non si svolge nella sede ormai naturale del Simposio di Ivrea, ma, per la prima volta nei locali dell’enoteca gastronomia I Due Leoni di Strambino.

Il locale è molto accogliente e la direzione dell’amico Dario Leone perfetta. I vini procurati dai due o tre assaggiatori più generosi e appassionati sono a livelli molto alti per cui anche l’ultimo arrivato è già un capolavoro. I punteggi sono tutti intorno o superiori ai 90/100.

Grande la sorpresa quando arriviamo a strappare la carta che avvolge e nasconde i campioni: al settimo posto si trova il mitico Monfortino di Giacomo Conterno. Per l’amor del cielo, come dicevamo prima tutti i vini erano in una fascia di qualità molto elevata, ma da un vino che costa 400 o 500 euro ci saremmo aspettati di più!

Fantastico, invece il campione che risale al lontano 1965 anche se i giudizi su questo vino hanno diviso a metà il gruppo di assaggiatori: chi sostiene che il vino è fantastico proprio per la sua evoluzione bevuto adesso, chi invece che dobbiamo essere generosi nei punteggi per via degli anni nonostante alcuni difetti portati dalla vecchiaia.

Tutti concordi per il primo posto allo splendido Cannubi Boschis di Luciano Sandrone.

 

La classifica

1° Sandrone, Cannubi Boschis, Sibi et Pucis 2005

Granato molto giovanile con molti ricordi di rubino. Al naso grande finezza e complessità. Torrone, mora, castagna e Pout Pourrì. Poi intriganti tonalità di nocino e radice di liquirizia. Segue floreale di rododendro, borotalco al profumo di rosa, tabacco inglese da pipa. Per finire con dolci sensazioni fruttate di fragoline di bosco e bacche di rosa canina.

In bocca addirittura più buono che al fantastico naso. Tannini elegantissimi combattono e pareggiano le sensazioni morbide della trama alcolica.

 

2° Cavallotto Bricco Boschis 2001

Granato molto concentrato con unghia arancio e ancora una sfumatura di rubino al centro.

Al naso confettura di mirtilli e more, bacche di sambuco ricordi di amaro Unicum. Una venatura di vaniglia e un leggero tocco vegetale.

La bocca saporita e grassa è mitigata da una grande freschezza. Finale molto lungo.

 

3° Cascina Bruciata Cannubi Muscatel 2007

Granato con tanto ricordo di rubino.

Subito cioccolato al naso, poi mandorle, zucchero filato e un goccio di vaniglia.

Bocca grassa, saporita. Tannini cioccolatosi. Gran bella struttura e tannini levigati. Finale lungo.

 

4° Bartolo Mascarello 1967

Più arancia che granato al visivo a sottolineare una evoluzione molto lunga.

I profumi sono delicati, leggermente eterei. Frutta secca: nocciola e noce. Chiodi di garofano, leggero affumicato. Scorza di agrumi, chinotto, cera. Poi granatina, ferro e minerali.

La bocca è elegante ed equilibrata, lungo il finale.

 

5° Cavallotto Riserva Bricco Boschis 1965

Arancio pallido e diluito, sintomi di un evoluzione lunghissima.

Delicati e leggeri i profumi tra i quali Eucalipto e rovo. Tavoletta di cioccolato,rosa e viola. Tabacco, moca, vaniglia e chiodi di garofano. Cedro.

Grande la bocca, evoluta benissimo, fresca ed elegante. Tannini sfumati anche se ancora ben presenti. Finale lunghissimo.

 

6° Principiano Mascareto 2009

Granato con unghia aranciata molto giovanile e splendente. Profumo elegante, sottile, raffinato. Nocciola e cioccolato Tabacco dolce, confettura di lamponi, menta. La bocca è perfettamente conseguente per quanto riguarda delicatezza e misura. I tannini sono perfetti, austeri e morbidi allo stesso tempo. Una grande freschezza che invita a bere di nuovo. Trama alcolica grande, ma delicata. Finale lungo.

 

7° Monfortino Riserva 1995

Granato, quasi rubino, di grande concentrazione, unghia arancio, ma riflessi molto, molto giovanile.

Profumo di liquirizia e rosa canina, caffè e ovomaltina, cacao e cuoio, incenso, vix vaporub.

In bocca regala sensazioni di pienezza e dinamicità grazie alla grande freschezza e bevibilità donate dal perfetto apporto dell’acidità. Asciutto e lungo il finale.

 

8° Ettore Germano riserva 2008

Granato con unghia aranciata e bei riflessi giovanili.

Naso floreale di peonia e viola, poi confettura di fragoline di bosco. Leggero cuoio e caramello. Rovere, cedro, fungo e tartufo. Bocca grassa, ma ben equilibrata dal giusto apporto di acidi e tannini che alla fine dominano la situazione sul palato.

 

Un commento

  1. Più che d’accordo in tutto, io due volte felice la prima xché conosco Luciano Sandrone, e la sua splendida figlia Barbara, la seconda xché ho recato io la bottiglia prima classificata condivisa con gioia , alla prossima, e una caro saluto a tutti i colleghi sommelier del gruppo Sagia Susi.

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